Saranno presentati in cinque serate i romanzi finalisti del premio “Alassio 100 libri – Un Autore per l'Europa”
Martedì 18 luglio – ore 21,30 - Auditorium Biblioteca Civica
Claudio Piersanti “Il ritorno di Enrico Metz ” Ed. Feltrinelli
Autore di una serie di romanzi pubblicati da Feltrinelli tra cui “Casa di nessuno”, “Charles”, “L'amore degli adulti”, “Luisa e il silenzio” fino ai più recenti “Comandò il padre”, edito dalla “peQuod” 2003. Nel romanzo finalista, il protagonista è Enrico Metz, per lungo tempo impegnato ai vertici di una delle più grandi aziende del Paese e testimone di un drammatico crac finanziario. Un uomo che ha conosciuto il mondo dalla parte del potere e che, successivamente, ha deciso di tornare a vivere nella deserta casa di famiglia, di ridurre il lavoro a poche consulenze e di rimodellare la propria esistenza borghese intorno ad un inedito sentimento del tempo. Enrico è un esperto di diritto internazionale e riesce a procurarsi una vasta clientela locale. Ma il suo ritiro nella casa patronale, nella sua città, non passa inosservato, soprattutto ai politici che lo vorrebbero alleato e gli offrono un'importante carica amministrativa. Una proposta che lo lascia completamente indifferente, essendo ormai uscito dall'ottica del potere che scatena non poche inimicizie e sospetti. Ma Metz è ormai sordo ai rumori del mondo, quello che desidera è solo la pace.
Lunedì 24 luglio – ore 21,30 - Auditorium Biblioteca Civica
Bruno Arpaia “ Il passato davanti a noi ” Ed. Guanda
Arpaia, napoletano di nascita ma ligure di adozione, è giornalista e consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latino-americana ed ha già vinto il premio alassino nel 2001 con il libro “L'angelo della storia” pubblicato da Guanda presso cui è uscita anche una conversazione con Luis Sepulveda “Raccontare, esistere”. La storia raccontata nel nuovo romanzo di Arpaia è quella di ragazzi e ragazze che crescono negli anni settanta in un paesino del Sud. A raccontare questa storia è una voce corale di Alberto Malinconico, di Angelo Malecore e dei loro amici. Il punto di svolta è l'11 settembre del 1973, quando un telegiornale trasmette le immagini del golpe del Cile. I militari che pattugliano le strade deserte di Santiago, i carri armati appostati nelle piazze, i caccia che bombardano La Moneda. Immagini che diventano un'ossessione. Così in quella stagione di lotte operaie, di austerità, di battaglie per la legge sul divorzio tra le prime ragazze e le bravate con gli amici cresce la coscienza politica e la voglia di cambiare. Anni difficili che trascorrono tra volantini, cortei, lotte con la polizia. Anni in cui nella provincia di Napoli riviveva l'epoca della camorra, dei primi omicidi politici, della malavita organizzata. Alberto e gli altri hanno il fenomeno sotto gli occhi, ma non lo sanno decifrare cercando di spingere lo sguardo lontano, verso i grandi movimenti della storia. Un atteggiamento che causa una sconfitta politica a cui si aggiunge anche il rimorso di non aver saputo aiutare le vittime di quella violenza. Ma verso il finale la voce è più cauta nei suoi giudizi e dice: “Se la sconfitta c'è stata non è chiaro chi abbia vinto davvero la partita”.
Martedì 25 luglio – ore 21,30 - Auditorium Biblioteca Civica
Silvana Grasso “Disìo” Ed. Rizzoli
Silvana Grasso, insegnante liceale di latino e greco già autrice di “Il bastardo di Mautàna” (1994), “Ninna nanna del lupo” (1995), “L'albero di Giuda” (1997) e “La pupa di zucchero” (2001). Ad Alassio, Grasso presenta il suo ultimo romanzo “Disìo” Rizzoli editore, che vede protagonista Memi Santelia, una giovane psichiatra che, dopo aver lasciato la sua terra natale, la Sicilia, si trasferisce a Milano sperando di lasciarsi alle spalle quell'infanzia triste e disgraziata che tanto l'ha fatta star male. Una separazione, quella che l'ha portata lontana dalla Sicilia, fino a Milano, dove indossa sotto il camice da psichiatra la veste della normalità che però non è bastata a cancellare quella nevrosi che ha le sue radici nel disamore della madre e che non si guarisce. Ma l'obbligato ritorno alla sua terra, in occasione della morte della madre, le fa tornare in mente tutte quelle immagini della sua vita in Sicilia contro cui lottava da anni e che continuano ad essere vive nella sua mente. L'aborto cui era sopravissuta riempiendo di sangue i materassi della dote della madre, l'iniziazione al sesso con un vecchio venditore di ghiaccio, il Chiaromonte, che aveva un occhio di vetro e mani di musicista. Intanto per un'occasione fortuita Memi vince il concorso per dirigente di primo livello nella divisione di neurologia dell'ospedale di una città di cui si fa il nome e torna a vivere in Sicilia. Ed in pochi mesi, capisce che nonostante sia passato del tempo in Sicilia nulla è mutato, dove vecchie e nuove mafie convivono tranquillamente in ritrovati sodalizi. E così il potere ha il meglio su tutto.
Mercoledì 09 agosto – ore 21,30 - Auditorium Biblioteca Civica
Salvatore Niffoi “La vedova scalza” Ed. Adelphi
Tra i primi libri di Niffoi , pubblicati da Adelphi, c'è “La leggenda di Redenta Tiria”, apparso nel 2005. Nel romanzo finalista del premio alassino, Niffoi narra una storia d'amore, intensa, vissuta nel mondo arcaico e crudele della Barbagia nel periodo tra le guerre. E il libro è intriso di sentimenti forti fin dal suo incipit ed è in questo ambiente che Mintoia e Micheddu si conoscono e si amano con l'urgenza prepotente ed esclusiva che è propria degli amori infantili. E continueranno a farlo anche quando Micheddu dovrà darsi alla macchia, anche quando Mintoia dovrà vederlo solo di nascosto e passare ore di angoscia a pensarlo braccato. Perfino quando saprà che lui ha fatto un figlio con un'altra donna. E sarà un susseguirsi di momenti di grande intensità e di crudeltà che culmineranno nel giorno in cui “glielo uccideranno a tradimento” e lei deciderà di lasciare quel paese maledetto ma non prima di avere vendicato la morte del suo Micheddu.
Venerdì 11 agosto – ore 21,30 - Auditorium Biblioteca Civica
Tullio Avoledo “Tre sono le cose misteriose” Ed. Einaudi
Un uomo misterioso, che vive in incognito con la sua famiglia in una cittadina svizzera, protetto giorno e notte da una squadra di guardie del corpo. E' questo il protagonista del romanzo “Tre sono le cose misteriose” di Tullio Avoledo. Avoledo aveva esordito nel 2003 con “L'elenco telefonico di Atlantide”, pubblicato da Siriani editore ed ora disponibile anche nei tascabili Einaudi, che è diventato uno dei casi letterari più eclatanti degli ultimi anni. L'uomo che stenta a riconoscere se stesso negli specchi e nell'immagine che gli altri hanno di lui, deve riconoscersi nel suo ruolo di sostituto procuratore in un processo internazionale per crimini di guerra. A lui il compito assolutamente “difficile”: inchiodare il mostro, un capo riconosciuto colpevole di genocidi su vasta scala. Un compito che gli è stato affidato dopo che è stato ucciso in un attentato chi prima di lui ha svolto quel ruolo. Un ruolo che gli sta stretto e che ha coinvolto direttamente tutta la sua famiglia, anche il suo bimbo adottivo Adam, di 8 anni, solo e ferito, ma sarà lui, giocando con il padre a un videogame ad insegnargli qualcosa sulla caccia ai mostri. La moglie Chiara è un'italiana bellissima: un tempo non troppo lontano loro due si sono amati, ma di quel sentimento ora restano solo feroci schermaglie verbali, silenzi e tenerezze imbarazzanti. In pochi giorni intensi in cui si concentra il senso di più vite, tutte le domande verranno a galla dando vita ad un flusso d'intelligenza e di cinismo che coinvolge il lettore. Una storia famigliare tenera e crudele in cui Avoledo conferma quella capacità di raccontare luci e ombre e le tante distorsioni del quotidiano che aveva già dimostrato nell'”Elenco telefonico di Atlantide”.
Sabato 02 settembre – ore 18,00 - Giardini Piazza Partigiani

Cerimonia di Premiazione Premi
“Alassio 100 libri – Un editore per l'Europa” e
“Alassio 100 libri – Un Autore per l'Europa”
Gli attori Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo leggeranno alcuni brani dell'opera vincitrice
Presenta Gerry Scotti