IL GIOIELLO: Aermacchi 346
 Il 9 aprile 2003, presso la Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici - che esercita, fra l'altro, il ruolo di Agenzia Certificativa dei nuovi aeromobili militari - il Ministero della Difesa ha firmato con l'italiana Aermacchi la convenzione per la Certificazione al Volo dell'M346, velivolo addestratore di nuova generazione tra i più avanzati al mondo che, in coerenza con le stime, consentirà importanti volumi di vendite nei prossimi 20 – 25 anni. La cerimonia della firma è avvenuta alla presenza del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, Amm. Sq. Giampaolo Di Paola.
Gli assetti vincenti del nuovo aeromobile, sono:
la forma aerodinamica innovativa, che consente particolare agilità e manovrabilità, peculiarità, queste ultime, fondamentali per l'addestramento dei futuri piloti di velivoli militari dell'ultima generazione e di prossima entrata in linea;
comandi “Fly by wire”, che permettono una elevatissima manovrabilità e la possibilità di emulare le caratteristiche di maneggevolezza degli aerei ad altissime prestazioni. Il progetto M346 risponde completamente alle esigenze di sicurezza del volo e presenta esigenze di manutenzione ridotte rispetto ai velivoli concorrenti.
Questa pagina è dedicata all'AerMacchi M-346, uno dei più importanti programmi per l'industria della difesa nazionale del prossimo futuro; costituisce inoltre per l'AerMacchi il prodotto principale su cui ottenere buone vendite nei prossimi (stando alle stime) 20-25 anni.
Forse non tutti lo sanno ma il governo di Mosca, nella prima metà degli anni '90, si trovava in gravissime condizioni economiche e non era in grado di ripagare i debiti, o parte di essi, ai paesi che avevano prestato del denaro; la soluzione fu un invito verso i creditori ad optare per collaborazioni industriali in campo tecnologico e scientifico con le queli ricavare tecnologie e considerare il debito pagato. Anche al governo di Roma spettava una parte e si decise di puntare sul settore aeronautico con una collaborazione tra AerMacchi e Yakovlev; ciò non fece piacere ai russi, giustamente gelosi del loro prodotto che ora doveva essere approfondito, e forse persino mutato, dagli ingegneri italiani. La soluzione fu una divisione del lavoro: la Yakovlev avrebbe continuato gli studi sul progetto originale e sarebbe stata responsabile e unica autorizzata alle vendite nei Paesi sovietici e dell' ex Unione. L'AerMacchi divenne dal canto suo responsabile del marketing e delle vendite nei Paesi europei, americani, africani e parte di quelli asiatici. Non rispondendo pienamente l'addestratore Yak-130 ai requisiti italiani, il progetto fu rivisto e ridisegnato e prese il nome di M-346, nel quale si notano grandi differenze rispetto al "gemello" russo.
Attualmente l'Aeronautica Militare non ha richiesto esemplari dell'aereo, ma bisogna far notare come esso sia ancora alla fase di pre-serie; infatti la produzione del primo mezzo di serie avverrà, secondo le stime, nel 2006 e per quel tempo si attende fiduciosi un ordine da parte nazionale, che sarà probabilmente seguito da richieste dall'estero. Infatti il mezzo è davvero buono, consente manovre con angoli d'attacco fino ai 35 gradi (ma è stato testato fino a 42°), la cellula ha una vita di 10'000 ore di volo (si sta studiando per portarle a 15'000), i due motori Honeywell F-124 garantiscono una spinta intorno ai 2600 kg/s e i nove punti d'aggancio sotto le ali permettono all'aereo l'impiego di numerosi sistemi da agganciare sotto le ali al fine addestrativo. La manovrabilità è ottima e le prestazioni dell'aereo (seppur subsoniche per contenere i costi d'esercizio) lo rendono paragonabile ai caccia di ultima generazione; infatti esso è pensato proprio per sopperire alla mancanaza di una addestratore avanzato che permetta il passaggio dei piloti dagli MB 339 (oppure gli Hawk, gli F-5 ecc. di altri nazioni) ai vari Typhoon, Rafale, Gripen e così via. Per questo motivo il comportamento in volo deve essere simile a quello provato pilotando mostri di agilità e potenza quali sono i caccia di quarta generazione, ed anche la strumentazione di bordo deve essere interamente digitale ed all'avanguardia per favorire un passaggio senza grosse difficoltà. All'AerMacchi si è ricorsi dunque ad un sistema Fly-by-Wire digitale quadruplo, ricevitori VHF e UHF, il trasnponder IFF, ricevitore GPS e sistemi per la navigazione TACAN, VOR, ILS, MB. Ovviamente trova posto un Head-Up Display, tre Multi Function Display a colori e cristalli liquidi per pilota, controlli HOTAS-Hand On Throttle And Stick (mano sulla cloche e sulla manetta), casco con Display, strumentazione compatibile con apparati per la visione notturna.
Si può dunque definire l'M-346 un mezzo allo stato dell'arte che, se lasciato in mani russe, avrebbe forse risentito delle difficoltà economiche che portano le ottime industrie sovietiche ad abortire oppure sospendere i validi progetti in atto.
D'altra parte bisogna rilevare come oggi giorno la situazione economica delle aeronautiche mondiali non sia granchè florida; esse dunque cercano di investire con i minimi rischi possibili e di investire per avere un mezzo polifunzionale (è il caso dell'F-16 che oltre ad essere economico, svolge decentemente il ruolo di caccia bombardiere, di intercettore e di ricognitore con le opportune modifiche). Proprio per il rischio che comporterebbe questa filosofia in campo aeronautico, non essendo un addestratore avanzato utile al di fuori di ciò per cui è progettato, si sta pensando di sviluppare una sottoversione in grado di compiere, oltre alle missioni addestrative, missioni di attacco al suolo e in grado di utilizzare bombe intelligenti; non si può negare che così il mezzo risulterebbe più appetibile.
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